Webinar “Gli IRCCS di AMORe si incontrano in RETE”

Il webinar si è svolto il 25/03/2021.

webinar takeda

In una recente fotografia dell’AIOM, sullo stato dell’oncologia nel nostro Paese, viene evidenziato come negli ultimi anni, i passi avanti fatti sul fronte delle cure oncologiche siano stati notevoli. Tuttavia ci si confronta quotidianamente ancora con numeri importanti, complessivamente in Italia ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore maligno.

Un segnale di incoraggiamento viene però con il dato sulla sopravvivenza, nel 2020 sono state stimate in Italia 377.000 nuove diagnosi di tumore (circa 6.000 casi in più del 2019), almeno 1 paziente su 4 (quasi un milione di persone) è infatti tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.

Le 5 neoplasie più frequenti (2019) nella popolazione sono state quelle della mammella (53.500 nuovi casi), colon-retto (49.000), polmone (42.500), prostata (37.000) e vescica (29.700). In questo complesso panorama si inserisce un altro aspetto molto rilevante che tocca prevalentemente
le regioni del Sud Italia: la migrazione sanitaria (in particolare con la mobilità passiva).

Gli spostamenti dei pazienti tra le regioni generano annualmente dei processi di compensazione relativi ai flussi finanziari (p.e.: ricoveri ospedalieri e day hospital specialistica ambulatoriale, farmaceutica,
somministrazione diretta di farmaci, etc.) Per l’anno 2018 il valore della mobilità sanitaria è stato pari a 4.618,98 milioni di euro. A questi costi andrebbero aggiunti i costi (diretti) sostenuti da pazienti e familiari per gli spostamenti, quelli dovuti a assenze dal lavoro di familiari, permessi retribuiti etc. (costi indiretti) ma anche quelli conseguenti alla mancata
esigibilità delle prestazioni territoriali e sociosanitarie.

Ciascuna delle sei Regioni con maggiore indice di fuga genera debiti per oltre 300 milioni: Lazio (13%) e Campania (10,5%) costituiscono circa un quarto della mobilità passiva; un ulteriore 28,7% riguarda Lombardia (8,2%), Puglia (7,3%), Calabria (6,7%), Sicilia (6,5%); il rimanente 47,8% si distribuisce nelle altre 15 Regioni e Province Autonome.

Di questi argomenti e di come alcune regioni del Sud Italia si stanno (ri)organizzando anche alla luce delle conseguenze del Covid-19, si parlerà nel convegno promosso dalla Rete AMORe, con l’obiettivo di mettere in luce le opportunità che potrebbero derivare dal particolare momento storico.

Per partecipare ai lavori basta cliccare al seguente link: https://zoom.us/j/95713899538