Convegno “Comunicare la crisi in sanità: le relazioni con gli organi inquirenti”

Capri, 25-26 ottobre 2013 – Hotel La Residenza

eventi ecm capri

Venerdì 25 e sabato 26 ottobre la sala convegni dell’hotel “La Residenza” ha ospitato un nuovo convegno sulla comunicazione in sanità. Questa volta l’evento è stato promosso dall’ANMDO (Associazione Nazionale Medici Direzioni Ospedaliere) con l’obiettivo di fornire ai Direttori Generali e Sanitari: “le conoscenze di base e le relative dinamiche che si innescano quando la struttura sanitaria o il medico che opera in essa viene coinvolto in un procedimento giudiziario o comunque è oggetto di denuncia da parte di pazienti o altri soggetti”.

Un estratto del “razionale”:

L’appropriatezza clinica rappresenta un parametro fondamentale nella gestione dei pazienti, in quanto da essa dipende l’efficacia di un percorso terapeutico e, più in generale, la qualità della salute della popolazione. Una corretta appropriatezza clinica incrementa i livelli di efficacia e di efficienza di un sistema sanitario e contribuisce anche a ridurre quei casi di cosiddetta “malasanità”, che, al di là degli eventi avversi determinatisi, reali o presunti, possono creare un grave danno di immagine per l’organizzazione sanitaria, con ricadute giudiziarie importanti.

Basti pensare che in Italia, negli ultimi dieci anni, le rivendicazioni giudiziarie ed extragiudiziarie in materia di “malasanità” sono aumentate dal 200% al 500%.

Ogni anno sono circa 34.000 le denunce per danni subiti in strutture sanitarie, contro singoli medici e/o contro ospedali e cliniche private. Si tratta di denunce che riguardano per lo più errori diagnostici e terapeutici (58%), ma sono in netta crescita anche quelle che concernono errori di disattenzione e di incuria da parte del personale medico e paramedico (12,9%).

La maggior parte di queste rivendicazioni giudiziarie, però, si rivelano dei casi di frivolous swift (cioè casi creati in maniera artificiosa e forzata): di 901 procedimenti legali per lesioni colpose, il 40% è archiviato subito, della restante parte il 98,8% è archiviato a conclusione dell’iter giudiziario; di quelli per omicidio colposo, il 35% è archiviato subito, il 99,1% è archiviato alla conclusione dell’iter. 

L’archiviazione significa chiusura del caso alla quale, purtroppo, non è legato il ripristino dell’immagine positiva del medico e della struttura sanitaria , che restano lese, spesso, in maniera indelebile.

L’insorgenza di situazioni di crisi in ambito sanitario, infatti, innesca spesso un circolo vizioso legale-comunicativo in cui rischiano di rimanere stritolati medici e strutture, con danni

irreversibili in termini di credibilità, affidabilità, prestigio e, di conseguenza, con ricadute in termini professionali ed economici per i singoli medici e per le aziende sanitarie coinvolte.

Per non parlare dell’effetto sull’intero Servizio Sanitario Nazionale, causato dal ricorso alla medicina difensiva che queste dinamiche incrementano a dismisura, soprattutto fra i medici

più giovani. Di fronte a questo fenomeno, dunque, appare sempre più determinante fornire a chi opera in ambito sanitario con funzioni dirigenziali, strumenti e competenze per districarsi nelle complesse dinamiche legali e comunicative, al fine di tutelare al meglio, da ogni punto di vista, la propria struttura ed i professionisti che operano in essa. 

Non significa inventarsi avvocati o esperti di comunicazione, ma gestire le dinamiche e le logiche che sottendono determinati meccanismi, al fine di essere pronti ad affrontare al meglio qualsiasi situazione di crisi relativa al proprio lavoro.

 

Il Programma (Capri, 25-26 Ottobre 2013)

 

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